Under 14 e under 13 un fantastico finale

Le Final Four: un viaggio che vale una stagione intera

Siamo arrivati a queste Final Four consapevoli di esserci guadagnati un posto tra le prime quattro squadre del Piemonte con fatica e sudore, mese dopo mese, allenamento dopo allenamento. I ragazzi sono scesi in campo sapendo di meritarselo, e con quella consapevolezza si vince o si perde, ma sempre a testa alta. Non è una frase fatta: è esattamente quello che si è visto in campo nelle due giornate di Mondovì.

La semifinale contro Collegno (Under 14)

Collegno era una squadra ben strutturata, fisicamente e tecnicamente, una delle formazioni più solide del girone. Eppure, i nostri ragazzi hanno dominato il primo quarto con sei punti di vantaggio, imponendo il proprio ritmo e la propria intensità. Poi è iniziata una vera battaglia, punto a punto, con il risultato che cambiava continuamente e i nervi sempre più tesi. Negli ultimi secondi eravamo avanti di due: un fallo in attacco regala agli avversari due tiri dalla lunetta per pareggiare, ma li sbagliano entrambi. Rimbalzo nostro, sirena. Vittoria.

Una partita incredibile, probabilmente la più intensa dell’intera stagione, una di quelle che a un certo punto non credi più di poter vincere e invece eccola lì, tra le mani, sudata e bellissima. Si va in finale. Si può ancora sognare.

La finale contro Cigliano (Under 14)

Arriviamo in finale con le gambe e la testa ancora appesantite dalla battaglia del giorno prima. Una serie di circostanze sfavorevoli orienta la partita fin da subito verso gli avversari, e il punteggio non fa che amplificare una distanza che sul campo, nei dettagli, era meno netta di quanto dicesse il tabellone. All’intervallo lungo siamo sotto di dieci punti, e dal terzo quarto in poi la superiorità di Cigliano, unita al nostro serbatoio ormai in riserva, non lascia spazio a rimonte. Finiamo 35-70, secondi.

È la sconfitta più pesante della stagione, ma bisogna dirlo chiaramente: per perdere una finale ci devi arrivare. E noi ci siamo arrivati. Secondi su quattro, in Piemonte, con un gruppo che a ottobre in molti non avrebbero scommesso su di lui. Teniamocelo stretto.

Le Final Four Under 13: la ciliegina sulla torta

Se le Final Four Under 14 ci hanno lasciato il sapore agrodolce di una finale persa contro una squadra più forte, quelle Under 13 ci hanno regalato qualcosa di diverso, qualcosa che difficilmente dimenticheremo. Una giornata che è stata il coronamento naturale di una stagione già straordinaria, e che poteva finire solo in un modo.

La semifinale contro Polisport Cuneo non è stata una passeggiata. Tutt’altro. Cuneo era una squadra tosta, ben organizzata, che non aveva nessuna intenzione di fare da comparsa. Una battaglia vera, risolta solo nel finale con un 66-60 che racconta tutto: ogni punto conquistato con le unghie, ogni possesso difeso come se fosse l’ultimo. I ragazzi hanno tenuto i nervi saldi quando serviva e hanno vinto meritatamente.

La finale contro Noki è stata invece una di quelle partite che ti restano dentro. Noki conosceva bene i nostri ragazzi, avendo affrontato anche l’Under 14, e si presentava con le idee chiare su come fermarci. Primo quarto in perfetto equilibrio, 19-19. Secondo quarto ancora punto a punto, con Noki avanti di un solo possesso all’intervallo, 37-38 per loro. Sembrava una partita che poteva andare in qualsiasi direzione.

E invece dal terzo quarto in poi Serravalle ha cambiato marcia in modo netto e deciso. 22-15 nel terzo periodo, 20-15 nel quarto. I ragazzi hanno alzato l’intensità difensiva, hanno trovato fluidità in attacco e hanno dominato il secondo tempo con una maturità che, francamente, va al di là dell’età. Risultato finale: 80-67. Campioni regionali Under 13.

Chi c’era, e chi non c’era

Chi legge sa già come sono andate le partite, quindi è giusto dedicare questo spazio a qualche considerazione personale, che come sempre non rispecchia il pensiero della società BC Serravalle. Del resto, la società ha stabilito evidentemente che non è necessario avere un sito o dei canali social aggiornati, né che valga la pena raccontare quello che i propri ragazzi combinano nel corso di una stagione. Una scelta, anche questa.

Eppure, questi ragazzi ci sono arrivati, alle Final Four. Grazie al lavoro duro fatto in questi mesi, grazie alla voglia di migliorarsi partita dopo partita, e grazie a noi genitori che li abbiamo supportati sempre, soli, con il nostro tempo e a nostre spese, senza aspettare che qualcuno ci dicesse come farlo o ci ringraziasse per averlo fatto. Chi ha fatto categoria doppia, Under 13 e Under 14, ha speso solo di carburante e pedaggi circa 900 euro da ottobre a oggi. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì. Sarebbe stato bello non farlo da soli? Anche.

Il gruppo genitori: un esempio (modesto ma reale)

Siamo genitori, e come tali siamo gioie e dolori dello sport giovanile: non siamo mai contenti, abbiamo sempre qualcosa da dire, spesso ci intromettiamo in cose che non ci competono. È giusto dirlo, e lo diciamo da soli senza bisogno che ce lo ricordi nessuno. Ma siamo anche quelli che fanno sì che i settori giovanili esistano, a Serravalle più che altrove.

Il gruppo genitori dell’Under 14 ha contribuito davvero tanto a questo risultato. Penso ad Andrea, che ha affiancato il coach in panchina con dedizione e competenza. A Denis e Francesca, ai tavoli del segnapunti anche in trasferta, spesso senza che nessuno glielo chiedesse. A Onrash, sempre presente con la macchina fotografica, pronto a fissare momenti che altrimenti sarebbero rimasti solo nella memoria. Alla collaborazione spontanea nei momenti difficili, quando serviva qualcuno e qualcuno c’era sempre. Alle serate in locali talvolta improbabili ma sempre memorabili. A una trasferta a Roseto degli Abruzzi per le finali nazionali 3×3, tutti insieme su un pulmino, come si faceva una volta. A Marco e le sue ricette che nessuno ha mai assaggiato ma di cui tutti hanno sentito parlare, e alla quantità industriale di risate fatte senza mai prenderci troppo sul serio.

Forse in questo potremmo essere, modestamente, un piccolo esempio per chi ha preferito spendere il proprio tempo in gesti e discorsi inappropriati, falsi e denigratori. La differenza tra chi costruisce e chi demolisce, in fondo, si vede sempre. E si ricorda.

Non abbiamo dei campioni, forse. Ma abbiamo dei bravi ragazzi, dentro e fuori dal campo. Amici tra loro, inconsapevoli della bellezza del circolo sano e felice che hanno creato intorno a sé. Un giorno lo capiranno, e saranno fieri di sé stessi, e speriamo anche di chi li ha cresciuti.

Sono passati 18 anni dall’ultima volta che una giovanile di Serravalle ha raggiunto una finale regionale. Speriamo non ne passino altri 18 da qui alla prossima, speriamo che cambi il vento non solo sul parquet ma anche fuori, nei confronti dei ragazzi e nei confronti dei genitori che, lo ricordo a chi fatica a tenerlo a mente, sono quelli che pagano le quote alla società e non il contrario. Nessuno oggi è padrone del BC Serravalle, anche se qualcuno si atteggia ad esserlo con una sicurezza inversamente proporzionale a quanto ha effettivamente contribuito.

Speriamo di vedere presto un organigramma, che a quanto risulta attualmente non esiste, che aiuti a capire chi fa cosa e a chi rivolgersi in caso di necessità. Speriamo in una guida che prenda decisioni con chiarezza, che esistano ruoli definiti e responsabilità precise. E personalmente spero di non dover vedere più certi personaggi che in un anno splendido per le giovanili hanno fatto null’altro che danni, dividere e denigrare: un anno bello per le giovanili, lo ricordiamo, ma assai brutto per la prima squadra, e sarebbe interessante che qualcuno si prendesse la responsabilità di spiegare come mai e il perché di certe decisioni ridicole.

Coach Edo Gatti

Ultimo, ma assolutamente non ultimo.

Sono convinto, senza ombra di dubbio, che senza Edo Gatti non avremmo raggiunto le Final Four né con l’Under 13 né con l’Under 14. Ha preso un gruppo eterogeneo, con caratteri e livelli tecnici molto diversi tra loro, e ne ha fatto una squadra vera, fiera e orgogliosa di indossare la maglia dei wolves.

Con l’Under 14 abbiamo perso la finale contro una squadra oggettivamente più forte, dopo una semifinale estenuante che aveva prosciugato energie fisiche e mentali. Una sconfitta che fa male, ma che nulla toglie a un percorso straordinario. Con l’Under 13, invece, i numeri parlano da soli e non hanno bisogno di molte parole: 26 partite, 26 vittorie, titolo regionale. Una stagione perfetta, nel senso letterale del termine. E se esiste una stagione perfetta in uno sport di squadra, il merito è in gran parte del coach. Non esistono stagioni del genere per caso, non esistono filotti del genere per fortuna. Esistono perché qualcuno ha lavorato ogni giorno con una visione chiara, una competenza reale e una dedizione che non si improvvisa.

Le partite vinte contro squadre oggettivamente più forti le abbiamo vinte perché in ogni minuto lui ci ha messo del suo: tenendo i ragazzi concentrati e sul pezzo durante le partite, lavorando duramente in allenamento per far capire loro come si pratica questo sport e, probabilmente, anche come lo si deve amare.

Edo è una persona integerrima, che quest’anno ha dato tutto sé stesso per i suoi ragazzi, in campo e fuori, nelle serate in cui non c’era partita da preparare ma c’era comunque qualcosa da sistemare, da spiegare, da gestire. Ed è stato lui il primo a crederci, quando noi genitori, guardando certi allenamenti di ottobre, ci mettevamo le mani nei capelli dalla disperazione.

Per tutto questo, quando Edo Gatti entra in palazzetto può camminare a testa alta e guardare tutti negli occhi. Cosa che, oggi come oggi, non tutti in questo ambiente possono permettersi di fare: in primis chi ha trascorso il proprio tempo a denigrarlo con argomenti talmente infamanti e privi di fondamento che solo a ripensarci viene la vergogna, non per lui, ma per chi quegli argomenti li ha prodotti, diffusi e alimentati ovunque sapendo di mentire.

Edo Gatti va ringraziato senza se e senza ma!

DETTO CIO’ SIAMO DAVVERO AI SALUTI, GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO PARTECIPATO E RESO POSSIBILE QUESTA FANTASTICA E SPERIAMO RIPETIBILE ANNATA.

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